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CHI SIAMO

Padova è una città aperta. 

Siamo padovani di tutte le origini.

Da anni pratichiamo accoglienza e solidarietà, senza rassegnarci alle politiche della paura e dell’esclusione. Riconosciamo che il razzismo si lega spesso al sessismo ed ha una lunga storia, legata alla modernità europea. Vogliamo fare i conti con il lascito del colonialismo italiano e aprire gli occhi sul razzismo come problema strutturale, istituzionale e quotidiano, che ci riguarda tutti/e.

Ci impegniamo a coltivare quotidianamente la solidarietà perché consideriamo le pratiche solidali i semi di una società migliore, più  giusta, egualitaria e non abbiamo alcuna intenzione di smettere. Per questo abbiamo creato una rete aperta, ampia e plurale.
Leggi la nostra storia

COME LAVORIAMO

La rete “Padova città aperta” non è un movimento per i diritti dei migranti. E’ un movimento per i diritti di tutti, indipendentemente dalle provenienze; ed in particolare per il diritto al viaggio, ed il diritto a stare bene assieme sul nostri territori. 

La rete “Padova città aperta” è promossa da associazioni, gruppi organizzati, cittadine cittadini, ciascuno dei quali porta la sua biografia e la sua identità. Il luogo di scambio e condivisione di cui ci siamo dotati è una mailing list (per iscriverti clicca qui) e alcuni tavoli tematici aperti in cui costruire azione e riflessione di rete. I tavoli attivi in questo momento sono: formazione, genere e migrazioni e sport.

COSA VOGLIAMO

PARTIRE

Vogliamo che chiunque abbia la possibilità di viaggiare, che ognuna e ognuno debba essere riconosciuta la libertà di movimento.

Non vogliamo perdere il diritto alla mobilità, conquistato in secoli di lotte e crediamo che il modo migliore per difenderlo sia allargarlo.

Chiunque ha diritto di viaggiare per salvare la sua vita o per migliorarla.

Chiunque ha diritto di emigrare e di tornare in modo libero, legale e sicuro.

Chiunque ha anche diritto di restare.

Non vogliamo che le persone siano costrette a scappare dal proprio paese da guerre, carestie, povertà, a causa dello sfruttamento di risorse dei territori  e dai cambiamenti climatici.

VIAGGIARE

Le politiche migratorie si fanno sempre più ipocrite e disumane. Tra il 2014 e il 2018, secondo i dati forniti da OIM nel Missing Migrants Project, sono 30.000 le persone morte o disperse lungo le rotte migratorie nel mondo.

A causa della mancanza di fonti di informazione attendibili riguardo a questi decessi e la conseguente scarsità di dettagli sulla gran parte di chi muore in viaggio, queste cifre sono da intendere come stima minima.

Quasi la metà del numero totale di decessi negli ultimi cinque anni, cioè almeno 14.795 tra uomini, donne e bambini, è avvenuta nel Mediterraneo centrale tra il Nordafrica e l’Italia.

E’ necessario un cambiamento radicale di queste vergognose politiche, sono necessarie vie legali e sicure di approdo per le migrazioni.

 

ARRIVARE

La cattiva gestione dell’accoglienza ha creato tensioni e disagio nella società. Gli ultimi interventi legislativi hanno aggravato drasticamente la situazione. Noi vogliamo che il diritto d’asilo sia effettivo e che offra abitazioni decenti, in luoghi che non siano segregati, che non sia concentrata in luoghi massificati, ma diffusa; che sia a controllo pubblico, a partire dal modello SPRAR dissennatamente smontato con le leggi Salvini. Vogliamo che accogliere non significhi assistere o fare la carità, ma che aiuti le persone a essere indipendenti e ad autodeterminarsi e partecipare attivamente alla vita pubblica.

E’ indispensabile arrivare al superamento di altra forma di accoglienza emergenziale, integrare i servizi di accoglienza nel sistema dei servizi sociali locali migliorando in tal modo il welfare per tutti nella sua capacità di fornire servizi di inclusione basati sulla partecipazione sociale e politica dei migranti, anche in coordinamento con il mondo del volontariato e dell’attivismo sociale evitando approcci solo assistenziali.

NOI SUL TERRITORIO

Creiamo spazi di incontro e formazione, proponiamo pratiche di mutualismo e cooperazione sociale e progettiamo percorsi contro l’odio e l’esclusione nelle scuole, in università e nelle piazze.

Sfidiamo la narrazione razzista e tossica del noi contro loro ed il continuo abuso a fini elettorali di una emergenza costruita ed alimentata a questo scopo, attraverso un’informazione corretta e restituendo protagonismo ai migranti nel racconto delle migrazioni.